PER CHII RISCHI

L'allungamento degli arti non è certo un'operazione leggera nel suo insieme, è necessaria una buona informazione

I rischi non sono trascurabili perché si tratta di un’operazione pesante e funzionale, e non un ‘resurfacing’ dei tessuti sottocutanei come nella chirurgia estetica tradizionale. A seconda delle ragioni dell’allungamento, possono un poco differire, particolarmente negli allungamenti unilaterali, bilaterali per nanismo o estetico. Le implicazioni o rischi psicologici non sono da sottovalutare.

Un paziente deve sempre essere accuratamente informato. Le spiegazioni complete e il consenso informato permetteranno di conoscere esattamente i rischi connessi alla pratica, che il Dottor Guichet é riuscito a rendere inferiori grazie agli studi e alla sua pratica, grazie agli oltre 30 anni di esperienza da quando ha concepito il primo chiodo (Albizzia), creando nuovi standard di qualità. Gli allungamenti con i chiodi espongono complessivamente a complicazioni inferiori rispetto ai fissatori esterni, ma è comunque necessario specificare i rischi principali:

• Il dolore è costante, ma inferiore a quello di fissatori esterni.

• Infezioni (rare con i chiodi, in particolare nel femore)

• Rigidità

• Ossificazione precoce o lenta

• Vascolari, dell’epidermide, perdita di peso, depressione, ecc.

• Sensazione di disagio importante

Si sottolinea che ad oggi l’allungamento del femore con la tecnica del Dottor Guichet non ha generato infezioni ossee (osteite, osteomielite) né paralisi.

I Rischi - allungamento unilaterale

Il rischio non va trascurato perchè si tratta in ogni caso di un’operazione chirurgica. Alcuni rischi variano in caso di allungamento unilaterale, bilaterale per nanismo o bilaterale estetico. E insieme ad essi é fondamentale prendere sempre in considerazione l’aspetto psicologico connesso.

A parte il rischio di ossificazione precoce, le complicazioni dipendono principalmente dalla patologia iniziale: per esempio, se una delle articolazioni dell’osso allungato è instabile, si correrà il rischio di incorrere in una lussazione. Se il paziente ha presentato un’infezione importante nell’osso che deve essere allungato, il rischio d’infezioni sarà superiore a quello di un paziente che non ha avuto incidenti infettivi antecedenti.
Senza incidenti infettivi antecedenti, un allungamento femorale con il protocollo validato dal Dottor Guichet presenta meno dell’ 1% di rischio d’infezione ossea (contro 16% medio in altri gruppi con l’utilizzo di fissatori esterni).
Generalmente, una buona valutazione iniziale e un controllo rigoroso devono permettere di ottenere un allungamento senza reali complicazioni. Il chirurgo potrà quindi prevedere nella valutazione il rischio relativo a ciascuna complicazione, e valutarne l’importanza.
Le complicazioni occorono in generale nella fase di allungamento (difficoltà di cliquetage ecc.). Talora alla fine (ossificazione lenta, ecc.).

The hip maybe unstable (defect of coverage of the hip), requiring surgery to cover and protect the hip
Slow bone healing

Rischi - allungamento bilaterale, nanismo

Nei casi di nanismo gli aumenti sono spesso considerevoli (15-18 cm per segmento osseo con il chiodo Albizzia, attuale Guichet). I rischi tipici dei fissatori esterni diminuiscono notevolmente, senza però essere annullati del tutto. I muscoli biarticolari presentano una rigidità che modifica il gioco articolare ma che, generalmente, viene recuperata in poche settimane al termine dell’allungamento. Si può riscontrare un flexum, soprattutto in casi di allungamenti molto importanti (40-60% della lunghezza ossea iniziale) o di stretching passivo non controllato dal paziente, che regredisce lentamente al termine dell’allungamento. Sovente è aggravato dal flexum naturale (osseo) dei pazienti acondroplasici. 
Il problema dell’ossificazione intensa è frequente poiché segue regole e una cinetica particolare. L’ossificazione, infatti, aumenta durante le prime 2-3 settimane post-operatorie e diviene massima nelle 3-4 settimane post-operatorie. In questo periodo può manifestarsi un’ossificazione precoce che deve essere controllata e anticipata, per evitare di sottoporsi ad un ulteriore intervento o ad una correzione in anestesia generale. Grazie a controlli rigorosi tale fase si svolge senza imprevisti (nuovi interventi). Negli allungamenti per bassa statura costituzionale il rischio scompare dopo 4-5 settimane, mentre nei casi di acondroplasia (nanismo) tale fase può durare dalle 6 alle 8 settimane.
Si può verificare una cattiva reazione nervosa soprattutto quando, per contrastare un’ossificazione precoce, il ritmo di allungamento si prolunga nel tempo (esempio: 1,5 mm/g per 2-3 settimane).
In questi casi si può notare inizialmente un aumento della sensibilità (percezione troppo forte dei tessuti sul dorso del piede e della caviglia), che diminuirà in un secondo momento. Le manifestazioni motorie avvengono successivamente rispetto a quelle sensoriali, e possono rallentare il recupero motorio.

Raramente si riscontrano casi di reazioni nervose, che in genere sono moderate e non portano alla paralisi.
La pelle, essendo molto tirata, provoca talvolta sensazioni transitorie di bruciatura. In caso di precedente allungamento con fissatore esterno, eventuali sollecitazioni sulle vecchie cicatrici aderenti possono provocare spiacevoli sensazioni. Una ripresa a scopo estetico delle cicatrici, al termine dell’allungamento, eliminerà il problema.

In genere non si verificano infezioni, rigidità, o paralisi definitive dei nervi, conseguenze che si potrebbero riscontrare invece con i fissatori esterni. L’osteoporosi riscontrata con fissatore esterno, che si può verificare anche nell’allungamento con una tecnica interna (chiodo), non avviene nei casi di allungamento percutaneo per mezzo di chiodo Albizzia attuale Guichet (G-Nail), se vengono rispettati i protocolli di rieducazione e di deambulazione esposti di seguito.

Si verificano spesso dolori alle ginocchia. É necessario muovere molto l'arto per ‘drenare’ il liquido articolare del ginocchio. I dolori diminuiscono progressivamente alla fine dell’allungamento.

rischi bilaterale
Percutaneous bone
rischi estetico

Rischi - allungamento bilaterale, scopo estetico

Le vere complicazioni sono rarissime se si rispettano le potenzialità e le capacità di crescita tollerabili dal paziente in base alla sua biologia (elasticità dei muscoli e dei tendini, lassità articolare, reazione all’allenamento preoperatorio).
Alcuni effetti si verificano inevitabilmente (diminuzione della mobilità articolare, rigidità degli ischio-crurali, dei retti anteriori, etc.), ma regrediscono senza conseguenze sul paziente.
Si può verificare anche un’ossificazione intensa, gestita facilmente dal chirurgo che, “cancellando” eventuali problemi (adattamento del ritmo di allungamento nelle prime settimane), esclude la possibilità di nuovi interventi.
Alcune complicazioni sono rare (difetto di ossificazione, problemi legati agli stiramenti nervosi, complicazioni che guariscono senza conseguenze), mentre altre sono praticamente inesistenti (osteoporosi, rigidità definitive, zoppicatura, etc, sebbene si verifichino invece negli allungamenti con fissatori esterni). Concludendo, un allungamento ben programmato conduce ad un successo funzionale, consentendo al paziente di riprendere le sue normali attività, sportive e professionali. Per un lungo periodo dopo l’allungamento non si verificherà alcuna diminuzione delle capacità motorie, anzi mano a mano si constateranno i miglioramenti (deambulazione più rapida, etc.).
 
Le complicazioni dipendono ovviamente dall’esperienza dell’équipe chirurgica, dal carico del paziente e dall’osservanza, durante il periodo di allungamento, delle prescrizioni di allenamento pre o post operatorie. In caso contrario, si potrebbero verificare complicazioni maggiori, per esempio: paralisi o mancata ossificazione, a causa di un guadagno troppo consistente voluto e gestito in autonomia dal paziente o ottenuto troppo rapidamente; rigidità persistente, per la mancanza di una corretta preparazione all’intervento o di inattività sportiva nel postoperatorio, ecc. L’esperienza e le tecniche sviluppate da oltre 30 anni dal Dottor Guichet, insieme alla sua équipe, permetteranno di evitare tali complicazioni.

Rischi psicologici

Ogni allungamento è un momento molto difficile da affrontare poiché destabilizza anche le emozioni, come talvolta succede durante la crescita. 
Le modifiche fisiche di un allungamento sono simili a quelle che si producono durante la crescita verso l’età di 5 anni. I cambiamenti del corpo nel post operatorio sono vissuti in maniera complessa e talora difficile, portando ad una regressione psicologica che rimanda a quel periodo. Il paziente diventa allora intollerante, difficile nei rapporti con chi gli sta accanto, smarrito ed in sofferenza. Tutto questo può richiedere un sostegno psicologico e/o la prescrizione di farmaci atti a gestire lo stato d’ansia creatosi. Una buona valutazione preoperatoria permette di gestire al meglio un eventuale problema post-operatorio.

Al contrario un allungamento ben preparato e motivato, correttamente vissuto condurrà, come effetto secondario ma non meno importante, ad un aumentata fiducia in se stessi e ad un migliorato livello di autostima. Come testimoniato dalla maggior parte dei pazienti.

Nel caso invece di genitori che hanno un figlio con deformazioni come il nanismo, o conseguenze traumatiche, spesso accade di osservare il figlio in relazione a se stessi e alla rappresentazione ideale che si vorrebbe del bambino.
Tale atteggiamento comporta conseguenze importanti. Voler “normalizzare” la statura di un bambino acondroplasico non normalizzerà comunque i numerosi tratti tipici dell’acondroplasia (viso, arti superiori, etc.). Se i genitori desiderano “il figlio perfetto” (intendiamoci, in relazione agli standard), devono capire che l’intervento modificherà solamente il parametro ‘statura’, mentre gli altri parametri fisici rimarranno invariati. Forse basterà accorgersi che il bambino è già perfetto… fisicamente e affettivamente. In ogni caso si raccomanda di pianificare non solo il trattamento medico chirurgico, ma anche il sostegno psicologico per tutti i membri della famiglia.

Il Dottor Guichet ha creato un’équipe multidisciplinare a sostegno dei pazienti, ritenendo l’aspetto psicologico parte fondamentale per la buona riuscita di ogni singolo progetto.

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